UN GELATO UNICO
Perché il gelato e le granite di VASAVASA sono un prodotto davvero unico dal sapore tondo e
dalla manteca morbida e leggera al palato?
Il segreto è il risultato della scelta delle materie prime, della lavorazione artigianale che segue le
regole degli antichi maestri gelatai siciliani, della cura nel "fare le cose" nel rispetto dei tempi tipica
della tradizione.
Tuttavia, dire gelato artigianale secondo la tradizione non dice molto o meglio, non dice perché il
gelato di VASAVASA abbia "qualcosa in più" rispetto agli altri.
La filosofia che sta dietro il gelato di VASAVASA è il piacere di realizzare un prodotto avendo il
controllo al 100% sulla ricetta grazie alla selezione di tutte le materie prime fresche, di qualità
biologica e senza conservanti, e grazie alla ricerca e la sperimentazione per realizzare le ricette
dei diversi gusti e alla cura dell'intero processo di lavorazione.
Inoltre, ciò che muove tutto questo lavoro è anche il piacere che gli altri ne possano godere.
Fare il gelato è cosa tutto sommato semplice, o così potrebbe sembrare. In realtà presenta due
difficoltà peculiari: ottenere una manteca che tenga insieme grassi e acqua e un prodotto finale
freddo, ma "spatolabile".
Per superare tali difficoltà, VASAVASA non ricorre a nessun preparato dell'industria dolciaria, ma
utilizza materie prime naturali come ad esempio la lecitina di soia o la farina di carruba
(comunemente, per emulsionare la base si ricorre a un prodotto tecnico in polvere che è la somma
di una serie di additivi alimentari; per la spatolabilità ad addensanti come il monodigliceride).
Tale scelta comporta una ricerca sulla preparazione della ricetta che consiste nel dover dosare
opportunamente gli emulsionanti e gli addensanti naturali a seconda degli ingredienti che
caratterizzano i vari gusti e della consistenza che si vuole ottenere.
E' un po' come la differenza tra preparare un buon minestrone col brodo di verdura e un buon
risotto col brodo di carne oppure usare il dado. Nel secondo caso si possono comunque ottenere
un buon minestrone e un buon risotto, ma come si prepara un dado, qual è la ricetta?
Inoltre le paste dei diversi gusti sono "paste di" mandorla, di nocciola, di gianduia… e non
semilavorati per pasticceria come paste alla/aromatizzate alla nocciola, alla mandorla, al gianduia
(per quanto in commercio esistano anche semilavorati di buona qualità). La crema non è
aromatizzata al limone, ma contiene scorza di limone frullata e nel gusto si sente la differenza, così
come si sente la ricotta nella cassata.
Qui il paragone può essere fatto con il sugo di pomodoro: posso andare al mercato e scegliere i
pomodori migliori, posso acquistare al supermercato i pelati o la passata (che sono semilavorati
non elaborati), oppure comprare un sugo pronto.
Anche in questa fase, tuttavia, non è sufficiente la scelta delle migliori materie prime per ottenere
un buon gelato, ad esempio la nocciola "Gentile delle Langhe", ma ciò che fa davvero la differenza
sono il lavoro e la ricerca sulla ricetta per ottenere un'ottima crema sia nel gusto sia nella
consistenza.
Infine, ma non ultimo, l'altra componente che contribuisce alla qualità di questo gelato è la tipologia
di macchina. Si tratta di una Cattabriga, macchina verticale che porta il nome del suo inventore: un
geniale costruttore Italiano, Otello Cattabriga, che ideò un sistema per realizzare la lavorazione del
gelato artigianale riproducendo in modo meccanico il sistema di "Stacca e Spalma" tipico della
lavorazione manuale.
A differenza delle macchine automatiche orizzontali, più comunemente usate, una macchina
verticale come la Cattabriga consente di ottenere un gelato artigianale particolarmente morbido e
cremoso, pronto per essere servito. Inoltre favorisce il "controllo totale" sulla ricetta, di cui si
parlava sopra, poiché si può lavorare sulla giusta consistenza a seconda del gusto che si sta
realizzando.
(Le più comuni macchine orizzontali realizzano la lavorazione in automatico. Non solo, per poter
essere estratto il gelato deve avere una consistenza più molle rispetto a quella a cui viene servito e
ciò comporta che il prodotto venga sottoposto a un ulteriore congelamento/abbattimento finale.).
La granita siciliana tipica per gusto e cremosità si può realizzare solo con una macchina verticale
come quella di VASAVASA.
Infatti, la vera granita non si ottiene macinando il ghiaccio e aggiungendo ingredienti o sciroppi, ma
è prodotta miscelando gli ingredienti allo stato liquido che poi vengono congelati piano piano: ad
esempio la granita alla menta, che è rigorosamente bianca, è fatta con acqua, zucchero e menta
finemente sminuzzata.
In Sicilia, tradizionalmente, si scavava una buca nella terra nel cui centro veniva posto un cilindro
pieno di liquido, ad esempio acqua zucchero e pasta di mandorle. La buca veniva poi riempita di
ghiaccio ricoperto di sale, procedura che permetteva di scendere da una temperatura da 0°C a -
30°C. Con l'abbassarsi della temperatura, il ghiaccio toglieva calore e il liquido cominciava a
gelare sulle pareti interne del cilindro.
A questo punto interveniva l'uomo, anzi due uomini: uno
faceva girare il cilindro in una direzione per non farlo "incollare" al ghiaccio esterno, mentre l'altro,
con movimento inverso, "spatolava" il ghiaccio che progressivamente si formava sulle pareti
interne del cilindro. Ciò permetteva di ottenere cristalli di ghiaccio minuscoli e una granita cremosa.
Questo tipo di lavorazione richiede un impiego maggiore di tempo: basti pensare che con una
macchina elettrica orizzontale in venti minuti si producono dai 7 agli 8 kg di gelato, mentre con le
macchine verticali dai 4 ai 6 kg a seconda del modello di Cattabriga.
Ma si sa, il tempo è amico della qualità.
